2DM> Palombara, Simeoni: Obiettivo play off

Quando lo incontri non gli daresti cinquant’anni tantomeno 34 trascorsi a giocare a pallavolo. Eppure Carlo Simeoni, detto lo “zio”, esprime entusiasmo e convinzione. Sempre presente negli allenamenti che in gara. La sua esperienza è fuori dubbio, la sua disponibilità nell’accompagnare la squadra, soprattutto i giovani, è encomiabile. Da lui ci facciamo raccontare l’ultimo match perso in casa e le prospettive stagionali (domani ad esempio gara non facile contro il Guidonia).

Carlo, domenica la Valsugana vi ha bloccato…cosa è successo?

“La squadra che riesce a gestire i propri errori ed essere più continua, spesso è quella che vince (mi riferisco al nostro livello e non ai livelli più alti). Siamo partiti male, forse con il timore reverenziale di ospitare la prima in classifica.
Nel secondo set siamo entrati con una migliore convinzione ed abbiamo mostrato una buona fase di gioco. Iniziamo il 3° set abbastanza concentrati tanto da andare avanti e rimettere il corso della partita come nel set precedente. Peccato che, con 5 punti in più, ci siamo permessi il lusso di fare due errori consecutivi in battuta ed altri due in attacco. Siamo arrivati con una situazione di parità fino a fine set, che purtroppo abbiamo perso. Un po’ delusi e innervositi siamo rientrati in campo ma, dopo mezza frazione di gioco, abbiamo avuto un calo delle nostre energie mentali. Il risultato in questi casi è scontato”.

Nello sport non ci sono limiti: potenzialmente ci si puo’ sempre migliorare, quindi esprimere sempre un miglior gioco….
“Certamente, nello sport si può migliorare e lo si fa in allenamento: la partita è solo il resoconto di quello che si fa in palestra durante la settimana. Ci alleniamo abbastanza bene, ma manca sempre quel pizzico di allenamento mentale in più, che trasforma un semplice gesto in un tassello da inserire in un corso di eventi tipico di una partita”.

L’arbitro ha influito? Se si, che peso daresti alle decisioni arbitrali rispetto al risultato finale?

“Fondamentalmente non parlo degli arbitri. Senza di loro non ci potrebbe essere questo bellissimo sport. I giocatori possono commettere errori di valutazione di una palla, possono sbagliare un gesto tecnico, una difesa, un attacco o qualsiasi altra azione. Anche l’arbitro non è esente dal commettere errori ovviamente. Vanno solo accettati, anche se con difficoltà. E’ ovvio che un errore arbitrale alla fine di un set equilibrato rischia di influenzare pesantemente il risultato. Premesso ciò, se proprio me lo chiedi, da parte sua, sul 22 pari, avrei evitato di chiamare un nostro tocco a muro su una schiacciata avversaria un po’ steccata (il cosidetto fischione!): a dieci metri di distanza e senza che ci fosse stato un minimo cambiamento di rotazione della palla è difficile fare una valutazione attendibile. Ma queste sono decisioni che l’arbitro le deve prendere all’istante: anche se ti senti privato di un punto, le devi accettare. E’ un suo errore (o quello che percepiamo come tale), ma sta ai giocatori metterselo alle spalle e continuare, restando concentrati”.

L’obiettivo stagionale rimangono i playoff?

“Certamente. L’obiettivo è prima di tutto quello di divertirsi e poi vedere dove possiamo arrivare. Ogni obiettivo si raggiunge però allenandosi con quel pizzico di “testa” nel compiere quelle, che altrimenti, sarebbero azioni finalizzate a se stesse e non inserite in una partita. Ovviamente, oltre a questo, ci deve essere sempre la voglia di perfezionare la propria tecnica (per quanto possibile naturalmente) e correggere i propri errori”.

Che gruppo siete?
“Siamo un gruppo molto eterogeneo sia per età che per esperienze. Nonostante questa diversità, ci piace stare insieme e condividere questa passione per la pallavolo”.

La tua storia sportiva?
“Ormai anche il presidente (che ha un paio di anni più di me) mi chiama Zio. Ho iniziato a giocare a pallavolo verso i 18 anni nel 1985. Quando mi chiedono le mie esperienza passate spesso cito quella tra Pompei e Palombara nel 79 D.C. … naturalmente sospesa!. Ho iniziato in questa società in seconda e prima divisione. Sono andato a giocare anche con altre società, venendo a contatto con altri modi di vedere questo sport, per poi ritornare e far ripartire più volte il settore maschile del Palombara. In tutto sono passati 34 anni di pallavolo (ne compio 52 a maggio). Al momento ho un problema all’avambraccio che mi impedisce di allenarmi in maniera accettabile (mi vedo ancora atleta, anche se ho il cartellino da allenatore). Il mio supporto alla squadra è quello di stare in panchina e, grazie all’umiltà del nostro allenatore (è anche il nostro palleggiatore), di fare le sue veci dando indicazioni per adattare la nostra partita alle condizioni che si presentano. Questo “ruolo” me lo divido con il “Doc” (l’altro palleggiatore).
Devo dire che siamo fondamentalmente un gruppo di amici dove invidie e contrasti non trovano posto. Che si vinca o si perda restiamo tali: un gruppo di amici che condividono questa passione”.

A questo punto non rimane che sostenere i nostri ragazzi che finora ci hanno regalato emozioni e continueranno a regalarcele.

Domani, sabato 9 febbraio, alle ore 18.30 affronteranno il Guidonia a Guidonia Montecelio.

Forza ragazzi!

Ufficio Stampa e Comunicazione:
VolleyCom

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