DF> Viva Volley: le parole di Sandra Cioppi

Covid-19. E’ l’avversario che non ti aspetti, quello che il cui nome non trovi scritto in nessun calendario e che però rischia di vanificare il lavoro fatto da società, allenatori e atleti. Ancora pienamente immersi nell’emergenza sanitaria che attanaglia l’Italia ed il Mondo da settimane, abbiamo chiesto come sta affrontando questa situazione a Sandra Cioppi, oggi allenatrice della formazione di Serie D del Viva Volley, ma che soprattutto vanta un’esperienza come quasi nessuno nel nostro volley. Un’esperienza ricchissima come allenatrice ma soprattutto come giocatrice di alto livello tanto da aver vestito più volte la maglia azzurra e da poter mostrare in bacheca, tra le altre cose, 3 scudetti, 2 Coppa Italia ed un Mondiale per Club.
“Siamo fermi fin dal primo provvedimento restrittivo delle autorità nazionali. – ci dice Sandra – Abbiamo interrotto gli allenamenti e per supplire, almeno in parte al lavoro in palestra, ho dato alle ragazze delle schede con esercizi fisici che possono essere fatti anche presso il proprio domicilio. Confido nella bravura delle ragazze perché per quanto possono si mantengano in forma. Certo ci manca tutto il lavoro con la palla e questo, in caso di ripresa, peserà non poco”.
L’emergenza sanitaria vi ha fermato quando eravate prime. Un motivo in più per essere dispiaciuti.
“Ovviamente, guardando al Viva Volley, è un peccato essersi dovute fermare in una stagione finora così bella e ricca di soddisfazioni. Per questo la nostra speranza è quella di poter riprendere. Certo però che ogni giorno che passa la possibilità di chiudere i tornei si fa più difficile. Siamo tutti fermi da troppo tempo e prima di scendere nuovamente in campo avremmo necessità di lavorare in palestra per almeno 10 o 15 giorni. Questo per riacquisire tono ed evitare infortuni. Siamo davanti ad una cosa più grande di noi e quindi non possiamo che attendere lo sviluppo degli eventi sperando per il meglio”.

Nella tua lunga carriera, prima come giocatrice e poi come allenatrice, hai vissuto qualcosa di paragonabile a quanto stiamo vivendo adesso?
“Dal punto di vista pallavolistico per ritrovare un’altra stagione strana come questa devo risalire a metà anni ’70. In quell’occasione la Fipav dette vita ad una riforma profonda dei campionati, con la nascita della attuale Serie A2. Dalla Serie B alla Serie A, tutti giocammo con una formula complicatissima e con una compressione di gare impressionante. Fu una stagione infinita e molto particolare ma quanto affrontammo era stato programmato fin dall’estate. Ci eravamo tutti preparati. La situazione di oggi invece ci ha colti di sorpresa. A metà anni ’70 giocammo tanto, forse troppo, oggi rischiamo di non riuscire neppure a chiudere la stagione e per un evento più grande di noi, totalmente fuori dal controllo di dirigenti, allenatori e atleti”.

Ti sei fatta un’idea di come sarà il finale di stagione? “Intanto speriamo che si possa riprendere. Sarebbe importante per non vanificare il lavoro fatto da squadre e società. Vale per noi che, al momento dello stop, occupavamo la vetta della graduatoria, ma anche per quelle squadre che avevano ancora ambizioni di salvezza. Insomma, spero che non si debba cristallizzare le classifiche ma che si possa trovare una formula il meno iniqua possibile per tutti per dare un finale logico a questa stagione. Certo prima di trovare la formula più giusta occorre capire quando e se potremo ripartire”.

Ufficio Stampa

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