Vincolo sportivo: le cannonate dei campioni

Bum, bum, bum! Il vincolo sportivo sotto attacco. Dopo le problematiche che hanno colpito Piano e Di Martino nel recente passato, ecco il caso Nelli che dà fuoco alle polveri. Meravigliosa, sotto tutti i punti di vista, l’indignazione di Luca Vettori, altrettanto forte quella di Ivan Zaytsev; due atleti di grande peso che stigmatizzano la “vergogna” di un istituto che la Federazione ha creato e continua a difendere, con il silenzio comunicativo e fattivamente con le sentenze nei casi sottoposti alla propria giurisdizione. Una presa di posizione forte di campioni di interesse nazionale ed internazionale che può e deve fare da cassa di risonanza per tutti quegli atleti e atlete che hanno dovuto abbassare il capo per poter continuare a giocare nei vari campionati di categoria, un “j’accuse” a tutela e difesa di tutti quei genitori che sono stati lasciati al proprio destino da istituzioni e associazioni sportive ed hanno dovuto mettere mano pesantemente al portafoglio per liberare il proprio figlio da dirigenti aguzzini. La domanda vera è: quando? Quando la Federazione riterrà opportuno abbandonare regolamenti retrogradi ed anticostituzionali. Quando la Federazione perseguirà quei sodalizzi avvezzi a metodiche similari, sia a livello territoriale che nazionale. Lo “schiavismo” non può essere tollerato per un pugno di voti ogni quattro anni, l’obiettivo e la crescita devono avere valori molto più alti.
Marco Benedetti

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