Volley Prato: “Ripartiamo per aiutare ragazzi e famiglie”.

Dopo una settimana di stop, utile a riordinare le idee ed a digerire ed analizzare al meglio le disposizioni dell’ultimo DPCM e le restrizioni legate alla condizione di “zona rossa” della Toscana, il Volley Prato riprende l’attività.

Se lo stop della settimana appena terminata era stato deciso, oltreché per motivi organizzativi anche per rispetto verso tutti coloro che sono in prima linea a lottare contro la pandemia, la ripresa degli allenamenti di lunedì prossimo deriva invece dal ruolo sociale che ogni società sportiva svolge normalmente e da cui non può e non vuole abdicare neppure in questi tempi difficili.

Un senso di responsabilità verso atleti e famiglie che spinge la società del presidente Giovanni Giuntoli a ripartire, anche se ovviamente con tutte le precazioni e limitazioni del caso.

“Da lunedì riprendiamo gli allenamenti ma con modalità diverse rispetto al recente passato – ci spiega infatti Marco Targioni, direttore sportivo del Volley Prato – In primo luogo, riporteremo in palestra solo gli atleti che svolgono didattica a distanza e riprenderemo con allenamenti per gruppi ridotti di 5 atleti, il che riduce il rischio di contagi e, in caso di positività di un atleta, limita la diffusione del virus entro un ambito molto ristretto ed immediatamente identificabile. Non riprendono invece l’attività i ragazzi che ancora possono andare a scuola, come i ragazzi del 2009-2010, e neppure coloro che lavorano”.

Motivo e logica di questa scelta?

“Sono due i motivi sottesi alla nostra scelta. Prima di tutto un motivo di prudenza e cautela. Riportiamo in palestra solo coloro che per il resto della giornata sono a casa e che quindi hanno meno occasioni potenziali per contagiarsi. Questo riduce la possibilità di contagio all’interno dei mini gruppi di lavoro che andiamo a creare e, per diretta conseguenza, riduce anche i rischi per le famiglie. Il secondo motivo riguarda invece il nostro ruolo sociale. Riportiamo in palestra, in via Taro ed al Keynes di via Reggiana, coloro che sono bloccati a casa, a cui manca la socialità e diamo loro la possibilità di interagire e sfogarsi anche fisicamente in un momento difficile da gestire anche per le loro famiglie”.

Con i campionati fermi almeno fino a gennaio e con soli cinque atleti in contemporanea in palestra che allenamenti saranno?

“Saranno più brevi. Non possiamo e non vogliamo svolgere sedute di due ore come in passato. Il numero ridotto dei partecipanti e la prospettiva ancora lontana dell’impegno agonistico le rende inutili. Cercheremo di concentrarci sul gioco e sul dinamismo e di mantenere viva nei nostri ragazzi l’abitudine alla palestra, all’allenamento ed al volley per essere il più pronti possibile al momento della ripartenza dei tornei a gennaio o quando sarà”.

Tutto questo fino a quando?

“Fino a che le autorità nazionali non fisseranno nuove regole che muteranno lo scenario con nuove restrizioni oppure con caute riaperture. Insomma, ci adattiamo alla contingenza cercando di non abdicare al nostro impegno nei confronti dei ragazzi e delle famiglie”.

Ufficio Stampa

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