BM> Fenice batte la Lazio dopo una gara maratona ed è sola in vetta!

2 ore e mezza di gioco al PalaFerretti premiano la squadra più tenace e paziente

Fenice Pallavolo – SS Lazio Pallavolo 3-2
(20-25, 26-24, 25-19, 20-25, 25-23)

Fenice Pallavolo: Sanchirico, Sablone 19, Sarcina D. 1, Tocci 6, Sarcina F. 14, Diociaiuti (L), Gennamari, Bucchi 20, Antonazzo 9, Bondini 15, Brone (L2), Monti 1, Danese, Sturvi. All: M. Giordani Assistente: S. Introna

Battute sbagliate: 12 Ace: 3 Muri: 10

SS Lazio Pallavolo: Del Mastro 17, Valenti 3, Mestriner 13, Bianchi, Micocci 22, Massetani, Buongiorno 12, Fornaro, Spampinato, Cirino (L), Pietrobono, Recupito (L), Cirillo 6, Borraccino 5. All: Arianna Di Vanno, Fabrizio Tozzi

Battute sbagliate: 9 Ace: 2 Muri: 7

Arbitri: Matteo Mannarino, Luca Pescatore

Gara al cardiopalma al PalaFerretti per la 3° giornata di campionato del girone G2: i padroni di casa della Fenice Pallavolo battono, dopo due ore e mezza di gioco, la SS Lazio e salgono a quota 8 punti nella mini-classifica del sotto girone. Dietro a quota 5 c’è proprio la Lazio che, dopo due vittorie al tie break, questa volta è costretta ad accontentarsi di un solo punto nella terza gara consecutiva terminata al quinto set. I Blackorange invece, finora a bottino pieno con due vittorie a 3-0, trascinati in una partita maratona, dimostrano costanza, determinazione e una gran pazienza, oltre che un livello tecnico/tattico di grande livello e capace di reggere alla stanchezza. La parte alta della classifica, al di là dei numeri, non cambia nella sostanza, in attesa delle gare di domani (domenica 7 febbraio) in cui Roma 7 e Virtus, rispettivamente impegnate contro Monterotondo e Viterbo, cercheranno di rimpicciolire il gap.

La gara inizia con il freno a mano tirato per la Fenice che, di fronte ad una formazione avversaria in grado di coprire molto bene il campo, fatica a trovare varchi in attacco, il che la porta a macchiarsi di diversi errori (4-8). La Lazio, di contro, si presenta con percentuali alte in ogni fondamentale mentre sono scarsissimi gli errori: una caratteristica che fa la differenza e che mette in seria difficoltà i blackorange. L’intero set prosegue con un divario notevole tra le due formazioni (11-21) quando la Fenice inizia, pur con lunghi tempi, ad ingranare. Non ci sono più margini per una rimonta ma comunque l’atteggiamento fa ben sperare per il secondo parziale. E così è: Sablone, Bucchi e Bondini macinano punti e la Fenice si porta subito avanti; il vantaggio sembra dileguarsi proprio sul finale ma a questo punto intervengono anche gli errori degli avversari che, messi sotto stress, iniziano a sbagliare. Il muro blackorange prende le misure sul reparto offensivo biancoceleste ma è soprattutto l’attacco a capire come trovare spazi nel settore difensivo avversario. Fila ancora più liscio il terzo parziale con la Fenice sempre in vantaggio, un Francesco Sarcina sugli scudi e un Tocci sempre pronto a dire la sua ogni qualvolta viene chiamato in causa. Non ci sta però la Lazio, che nel 4° set torna in campo arcigna e decisa a portare la decisione al tie break: Del Mastro mostra tutta la sua esperienza dando filo da torcere al comparto muro/difesa della Fenice, supportato da Micocci e Mestriner sempre positivi. E’ il contrattacco a fare la differenza per i biancocelesti che si impongono con maggiore incidenza negli scambi lunghi e soprattutto si macchiano di un numero minore di errori. Tutto si decide al quinto e decisivo set, una partita nella partita, con colpi di scena continui e un alternarsi di break e contro break. La Fenice parte male, con 3 punti di svantaggio che però riesce a colmare al cambio di cambio, al quale accede con una lunghezza di vantaggio; non ci sta la Lazio che rilancia alla grande portandosi sul 9-12. Sul finale è la squadra a venir fuori: la ricezione guidata da Diociaiuti fa l’impossibile per consentire a Monti di gestire il gioco al meglio, ed è poi il reparto offensivo a capitalizzare ogni pallone. Giordani chiede pazienza sui palloni scottanti, il cui numero sale esponenzialmente man mano che ci si avvicina al finale di gara. E’ la Fenice la prima a poter gestire la prima palla match ma la Lazio ne annulla ben 4, ribaltando poi il risultato; ai biancocelesti viene subito annullata l’unica possibilità di chiudere l’incontro, con una freddezza esemplare dei padroni di casa, che però dovranno aspettare altrui 6 turni per poter mettere a terra la palla conclusiva dell’incontro.

“Siamo distrutti ma contenti, ovviamente, dell’esito della partita – dice a fine gara il Capitano blackorange, Emanuele Bondini – Il match è stato altalenante e ha evidenziato le mancanze del gioco che abbiamo avuto nell’ultimo anno. Siamo stati bravi nei momenti difficili ad evitare l’errore, ad avere pazienza e farli giocare, e poi a mettere a terra il pallone nel momento giusto. La partita è stata estenuante per entrambi, anche i nostri avversari erano stanchissimi ma nessuno voleva mollare! L’ultima palla però l’abbiamo messa a terra noi quindi oggi posso dire ‘bravi noi’. Stiamo andando nella direzione giusta; stiamo lavorando molto in settimana su ogni particolare”.

Prossimo appuntamento per la Fenice Pallavolo è in programma per sabato 13 febbraio alle ore 16.30 presso il Liceo Keplero di Via delle Vigne, dove affronterà l’Armundia Virtus Roma.

Ufficio stampa Fenice Pallavolo Roma

Giulia Sampognaro

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