A2F> Marsala: Conosciamo Elena Gabrieli

Elena Gabrieli è una che promette di lasciare il segno.
La grinta con la quale partecipa all’intervista la dice subito lunga su quelle che sono le sue intenzioni per la stagione ormai alle porte.
–– Adesso vivo a Chioggia da tre anni, ma un tempo vivevo a Taglio di Po, un comune in provincia di Rovigo. Avevo iniziato a giocare così a sette anni, come si fa da piccoli, per la gioia di stare in gruppo e condividere il divertimento con le amiche. Il fatto è che sin da allora tutti intuivano che sarei diventata molto alta (192 cm., ndr). Così consigliarono a mia madre di farmi affrontare seriamente i corsi di minivolley o almeno quelli di minibasket –
Iniziò così, un po’ per caso un po’ per forza l’avventura di Elena nel mondo della pallavolo.
– Già durante gli anni delle scuole medie, il Presidente della Virtus Taglio di Po ogni domenica iniziò a “spedirmi” agli allenamenti di rappresentanza per la provincia di Rovigo. Il che avveniva puntualmente ogni domenica. Non ti dico la mia felicità: ero arrabbiatissima, me ne fregava poco visto che avrei preferito divertirmi in altri modi con le mie coetanee –
La sorte era però in agguato, nel migliore dei modi.
– Ad assistere a quella sorta di collegiale un giorno c’era Marco Bonitta. Mi ha visto e venne a casa mia, per propormi il mio inserimento nel Club Italia. Avevo solo dodici anni. Il Club inseriva solo ragazze che frequentavano almeno il terzo anno delle superiori, io fui inserita pur frequentando appena il primo anno. Attesi diversi mesi, ma finalmente venni convocata. Allora la squadra federale giocava a Ravenna, ragion per cui i miei genitori, anche per una questione di vicinanza geografica, mi lasciarono andare. Fu un sacrificio grande, sia per loro che per me: in pratica consacrai la mia vita al volley –
Iniziò così, per Elena, la grande avventura che, tra l’altro, l’avrebbe portata anche in Francia nel 2013. Al Le Cannet.
– Sono rimasta nel Club Italia per ben cinque anni, due a Ravenna e tre al Nesti di Roma. Prima in B1 con Nencarelli, quindi in A2 con Barbolini –
Le chiedo quali sono i suoi ricordi più belli e importanti legati alla sua esperienza nel mondo del volley – Sicuramente il mio successo più bello è stato quello con la maglia della Nazionale juniores, con la vittoria agli Europei conquistata a Belgrado. Avevo diciassette anni. La mia soddisfazione maggiore sicuramente la conquista di campionato e coppa Italia di B1 a Bolzano nel 2015. Accoppiata ripetuta poi a Lodi –
Lo scorso anno ha giocato a Pontedera in B1, adesso sbarcherà a Marsala.
– Parlando con il mio procuratore ho detto di voler lasciare definitivamente la B1. Penso di avere le capacità di poter fare il salto di qualità una volta e per tutte. Penso di meritarmelo per tutti i sacrifici che ho fatto nella vita, penso che lo meritino anche i miei genitori che troppo presto mi hanno lasciato andar via da casa. Per loro non è stato facile rinunciare sin da subito alla presenza di una figlia. E poi ci metto anche quel pizzico d’immancabile orgoglio personale –
E quindi?
– E quindi sono felicissima della mia nuova maglia. Non vedo l’ora di arrivare. Per noi atlete spesso non è mai facile cambiare, dobbiamo rimodulare tutto e rimetterci in gioco. Trovare sempre i giusti equilibri e le persone che ti facciano star bene –
Elena non vede l’ora di conoscere i suoi nuovi tifosi.
– Li saluto fin da adesso. Ci vedremo presto, per iniziare a vivere un’annata che dovrà essere splendida per tutti. Io ce la metterò tutta, potete starne certi –
Grazie Elena, ne siamo convinti.
In bocca al lupo. – (intervista di Umberto Li Gioi)

REDATTO E PUBBLICATO DA UFFICIO STAMPA

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