Mondiali 2018> Italia, l’esordio è quello giusto

Italia – Giappone 3-0 (25-20/25-21/25-23)
Italia: Candellaro, Randazzo, Baranowicz, Juantorena 11, Giannelli 2, Rossini (L), Mazzone 9, Zaytsev 13, Lanza 11, Cester, Colaci (L), Maruotti, Anzani 8, Nelli. All. : Blengini – Valentini
Giappone: Otake 11, Fujii, Yamauchi 7, Yanagida 9, Ide (L), Koga (L), Nishida, Ishikawa 9, Lee 1, Fushimi, Sekita 2, Asano, Onodera. All.: Nakagaichi – Blain
Arbitri: Turci – Shaaban
Spettatori: 11.170
Vincere è bello, soprattutto è dovuto. Per l’Italia all’esordio del Mondiale 2018 c’era un solo risultato a disposizione per tanti motivi; prima di tutto il Foro Italico, oltre 11000 spettatori a spingere la formazione azzurra con entusiasmo e passione. C’era poi il Giappone, avversario tecnicamente inferiore e con pochissime frecce al proprio arco; formazione fastidiosa, ma nulla di più. E la vittoria è arrivata, non quella roboante e senza storia, ma nemmeno striminzita; gli azzurri hanno dimostrato la necessità di trovare ritmi e fluidità di gioco, tempi a muro e continuità in battuta, forse anche di tornare al chiuso per fissare i punti di riferimento. Benissimo Colaci e la coppia di centrali, a fasi alterne la diagonale di banda e capitan Zaytsev, forse il peggiore Simone Giannelli, troppo falloso nel gesto tecnico che ne ha minato anche la distribuzione.
Elettricità ed adrenalina, è quella che si respira al fischio di inizio del Mondiale 2018; gli azzurri respirano ed assorbono l’entusiasmo del Foro Italico, a livello emotivo i sette in campo dimostrano di voler “scoppiare” ogni pallone in transito nelle immediate vicinanze. Grande carica a scapito di un pizzico di lucidità; errori di troppo in battuta tengono a galla un volenteroso Giappone per gran parte del parziale, l’accelerazione, quella decisiva, nella fase finale con Zaytsev a muro e dai nove metri a far danni. Di Juantorena in pipe il firmino per il primo vantaggio iridato. Non crolla il Giappone, al contrario resta agevolmente in gioco, soprattutto quando riesce a sviluppare il gioco al centro; Ishikawa si prende il grande carico dei palloni in ricezione, Sekita si adagia su soluzioni scontate in tre e sull’oppostone Otake. Giannelli e compagni faticano per gran parte del parziale, presidiano bene il muro su zona quattro avversaria, giocano il cambio palla con continuità, Colaci si fa in quattro in difesa in ricezione, ma l’allungo non arriva. Bisogna attendere ancora la fase finale per scavare il solco e per “godere” dell’ultimo punto, entusiasmante emotivamente ma,…..dimentichiamo tecnica e tattica. Ci prova il Giappone, anche nel terzo set, la prima fase è tutta nipponica inaspettatamente in veste di lepre; gli azzurri appaiono frenati, con poca fluidità nello sviluppo del gioco. L’avversario, però, permette di assorbire con tranquillità passaggi a vuoto; gli azzurri, pur non brillando, rimette la testa avanti e mantiene il minimo vantaggio per portarsi a casa la prima vittoria del Mondiale. Ora si ritorna al chiuso di Firenze, per riprendere il cammino iridato al chiuso.

Marco Benedetti

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