La forte opposta italoromena sarà la madrina della quarantatreesima della manifestazione, intitolata allo storico sindacalista cremasco
Durante la finali del quadrangolare di B1, trofeo A.B. Ristorazioni memorial Bonazza-Ricci a Ripalta Cremasca, sabato 20 settembre, Carmen Turlea sarà la madrina dell’edizione e riceverà dal comitato organizzatore il premio ‘Stella del Taverna 2025’. Nell’arco della sua lunga e vincente carriera, durata quattro lustri, l’opposta, nata ad Cisnadie il 18 novembre 1975, ha preso parte in alcune edizioni passate del torneo, con la mitica Foppapedretti Bergamo nel 2003 e nel biennio 2010 e 2011 con la maglia della Rebecchi Nordmeccanica Piacenza.
Tuttavia il percorso italiano di Carmen è iniziato molto prima, nel 1997 quando nemmeno ventiduenne è arrivata a Matera. Facciamo un brevissimo passo indietro nella storia: in quel periodo a Palazzo Chigi c’era Romano Prodi, Bill Clinton occupava la Casa Bianca e nella primavera precedente la Juventus si è laureata Campione d’Italia mentre nelle classifiche musicali spopolavano gli Hanson, Maria Carey con Honey e Babie Girl degli Aqua.
Negli corso degli anni è diventata protagonista della serie A1 con altre formazioni Napoli, Bergamo, Chieri, Jesi, Santeramo, Sassuolo (una stagione in A2), Busto Arsizio, Conegliano, Piacenza, Forlì, Firenze e Casalmaggiore ultima tappa di una carriera, nella quale ha lasciato il segno non solo per il valore tecnico ma umano, rimanendo sempre se stessa. Il tempo sembra non aver intaccato la sua bellezza e spontaneità. In diciotto stagioni la sua bacheca si è arricchita di due Scudetti, due Coppe Italia, una serie A2 vinto ed una Coppa Cev condita dal record di punti realizzati in A1, 6088 dal 1999 ad oggi quando è stato introdotto il rally point system. A questi vanno aggiunti anche i 780 della stagione 2006/2007 in A2, per un totale di 6868.
Carmen Turlea un po’ come il leggendario Silvio Piola nel calcio che con 274 reti è ancora il bomber all time della serie A di calcio e Kareem Abdul Jabbar che con 38.387 è stato il miglior realizzatore Nba dal 1984 al 2023, record superato da Lebron James. Un paragone che vuole evidenziare i numeri strepitosi di una carriera, chiusa a Casalmaggiore nel 2017, maglia con cui per per quattro punti ha sfiorato il tetto del mondo.
Ciao Carmen, quando ti hanno comunicato che avresti ricevuto il premio Stella del Taverna, cosa hai pensato?
“Quando sono stata contattata la prima volta da Matteo Scotti, mi sono sentita lusingata per essere stata invitata per riceve il premio. Nonostante fosse passato tanto tempo il mondo del volley non si è dimenticato di me e mi ha fatto moltissimo piacere”.
Hai dei ricordi del torneo quando giocasti con Bergamo e Piacenza?
“Ricordo che il Taverna era particolare perché era un ottimo test del precampionato. Ti preparava molto bene alla stagione, c’è sempre stata una bella accoglienza altrimenti le squadre non sarebbero tornate”.
Sei arrivata in Italia quasi trent’anni fa, ti saresti aspettata di restare così a lungo e di viverci?
“Devo essere sincera. Sono arrivata in Italia che non conoscevo ne il paese e non conoscevo la lunga italiana: intuitivamente avevo l’idea di restare perché giocare nel campionato italiano, uno dei più forti al mondo, era una sorta di incoronazione. era un sogno. Non ho mai pensato che la permanenza fosse un cosa passeggera e sin da subito l’ho preso come paese d’adozione. Ed il desiderio si è realizzato, mi sento, per certi versi, più legata all’Italia anche se in Romania ho gli amici, la famiglia e le mie radici son lì. Per adesso sento che il mio posto è ancora qua”.
Hai giocato tanto ma, forse, hai vinto meno rispetto al tuo valore?
“Possono essere solo due gli Scudetti per numero., ma per me essere stata in campo in era la gioia era quella di giocare, di essere in campo, divertirmi e dare il massimo. Il risultato di quelle stagioni è stata la conseguenza di questi fattori. Vincere lo Scudetto era il mio sogno, vincere in un campionato prestigioso poi il fatto di essere rimasta a lungo per me è sempre stato importante e valeva molto. E’ chiaro che fa piacere vincere ma è andata bene così ed ho visto lo spettro delle emozioni che solamente lo sport può dare”.
Dopo che hai smesso cosa hai fatto?
“All’inizio ho fatto diversi viaggi ed ho iniziato a studiare le cose che mi appassionavano e mi interessavano mettendo nuova energia e tanta passione quasi come la pallavolo. Ad esempio l’ho trovata nella medicina tradizionale cinese”.
Attualmente di cosa ti occupi?
“Life coah del benessere ed alleno le ragazzine del Cervia Volley e del Bellaria, inoltre ho una collaborazione con il Volley Academy Manu Benelli. Cerco di trasmettere quella che è stata la mia passione, qualcosa che vada oltre la tecnica ed il modo di stare in campo, trasnetere i valori dello sport anche fuori dalla palestra. I giovani hanno bisogno di punti riferimento per trovare la loro strada”.
Quanto è cambiata la pallavolo negli ultimi anni?
“E’ cambiata parecchio, soprattutto nella velocità di palla principalmente ed il gioco a palla alta non esiste più, è cambiata sia nella potenza sia nel salto sia nel colpo d’attacco delle atlete ed aggiungo che la fiscità delle ragazze oggi è impressionante. Se dovessi ritornare in campo non saprei come metterni ero un attaccante di palla alta, per giocare dovrei cambiare molto i meccanismi di movimenti la rincorsa, la gestualità della tecnica, ora sarebbe difficile stare ai ritmi di oggi”.
Segui il campionato di A1? Pronostici?
“Fare un pronostico è semplice Conegliano. Milano non si sa come prenderà il ritmo con le nuove e Conegliano ha dimostrato di aver un passo davanti ma non si sa mai. Al momento è la squadra da battere”.
La tua ultima squadra è stata la Vbc Casalmaggiore.
“E’ stata molto particolare. Sapevo che sarebbe stata l’ultima, l’ha chiamata di Gianni (coach Caprara, ndr) mi ha sorpreso ma volevo smettere in una squadra competitiva. Avevamo una squadra molto forte e purtroppo durante la stagione ci sono sfuggiti molti obiettivi, Scudetto, Coppa Italia ma siamo riuscite ad arrivare in fiale al Mondiale per Club a Manila Nel bene e nel male per me è stata l‘ultima volta e quindi un anno particolare e bello”.
Ufficio Stampa
