Il palleggiatore parmigiano della squadra piacentina analizza il rendimento dei gialloneri, reduci da un doppio successo al tie break
MONTICELLI (PIACENZA), 13 NOVEMBRE 2025 – Trasferta bresciana all’orizzonte per la Canottieri Ongina nel campionato di serie B maschile, con la squadra di Gabriele Bruni di scena sabato alle 20 ad Adro contro il Team Volley Cazzago Adro nella sesta giornata d’andata del girone B. La squadra piacentina è reduce da due successi al tie break contro compagini modenesi, con il 3-2 di Sassuolo che è stato replicato sabato scorso a Monticelli contro Soliera. A fare il punto in casa monticellese è il palleggiatore Federico Boschi, classe 1987 e al suo terzo capitolo nella società del presidente Fausto Colombi.
“Contro Soliera – le parole del giocatore parmigiano, che con Tommaso Mandoloni forma la coppia di registi della Canottieri Ongina – il 3-2 lo vedo come un po’ come il bicchiere mezzo vuoto: dato che vogliamo ambire ai primi posti della classifica, non possiamo commettere così tanti errori altrimenti si fa fatica. Purtroppo fatichiamo a non sbagliare e questo ci mette sempre in una situazione di rincorsa. Sabato ad Adro sfidiamo una squadra molto rinnovata, non è facile giocare nella loro palestra; il focus comunque resta su di noi: se vogliamo stare con le prime non possiamo più sbagliare e dobbiamo vincere. La nostra sfida più grande è la continuità, partendo dall’allenamento per arrivare alla partita. L’errore è concepito, tutti possono sbagliare, ma bisogna limitare gli errori banali: in alcuni momenti basta fare il compitino perché poi abbiamo i mezzi per risolvere lo scambio successivamente. Nel nostro percorso di miglioramento, dobbiamo sicuramente far passi avanti in battuta, poi credo che possa perfezionarsi ulteriormente l’intesa palleggiatori-attaccanti”.
In classifica, la Canottieri Ongina occupa il settimo posto con 7 punti all’attivo, tre in più del Team Volley.
Foto Deborah Frittoli: Federico Boschi, palleggiatore della Canottieri Ongina
Ufficio stampa Canottieri Ongina
Luca Ziliani
