After Hours, la SuperLega di notte: Reggers, Sbertoli, Orioli, Argilagos, Porro, Magalini e Juantorena ospiti della quarta puntata di After Hours

L’orgoglio e le responsabilità del nuovo capitano di Milano; vite da palleggiatori a confronto, tra palleggiatori a Trento, Perugia e Piacenza; le nuove prospettive in una piazza piccola ma passionale come Grottazzolina; la crescita di una Padova che ha saputo spaventare Milano. Il commento alla SuperLega Credem Banca 2025/26 del campione Osmany Juantorena.

Questi i temi principali della quarta puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.

Ospiti della quarta puntata sono stati Ferre Reggers (Allianz Milano), Riccardo Sbertoli (Itas Trentino), Mattia Orioli (Sonepar Padova), Bryan Argilagos (Sir Susa Scai Perugia), Paolo Porro (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Giulio Magalini (Yuasa Battery Grottazzolina) e Osmany Juantorena (Club Voleibol Guaguas).

A questo link è possibile rivedere la puntata completa.

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LE DICHIARAZIONI

Ferre Reggers (Allianz Milano)

Mantenere il livello – Sto provando a tenere il livello che avevo al Mondiale e metterlo in campo adesso con Milano, anche se è un po’ diverso. Qui ho qualche responsabilità in più: qua è un po’ compito mio essere leader, al contrario di ciò che accade con la Nazionale belga. Ma mi piace, mi sto trovando benissimo.

L’eredità di Capitan Piano – Non potrò mai diventare come lui, in campo e fuori. Aveva un sacco di anni di esperienza ai massimi livelli, posso solo imparare da lui. Non mi aspettavo di essere capitano, ma ne sono onorato.

Le “mani” di Fernando Kreling – Ha delle mani d’oro, è incredibile: a volte fa delle finte che rischiano di confondere anche noi, ma la palla arriva sempre. Dobbiamo migliorare la connessione, ma fra un paio di settimane sarà perfetta.

Questione di testa – Mi trovo bene con coach Piazza, siamo sempre sulla stessa linea di pensiero. Nel match contro Sonepar Padova c’è stato un errore dell’arbitro difficile da accettare, ma poi avremmo dovuto fare il prossimo punto e non è stato così. Non è stato facile ritrovare lucidità, anche nel terzo e quarto set non eravamo molto presenti. Meno male che nel quinto l’abbiamo ripresa.

L’infortunio di Seppe Rotty – Non sta benissimo. Al primo anno fuori dal Belgio si stava trovando benissimo con la squadra ed era entrato bene nelle dinamiche. Ora è molto triste, è tornato in Belgio per farsi operare, è andato tutto bene ma servono mesi per rivederlo in campo.

Riccardo Sbertoli (Itas Trentino)

La seconda operazione di Lavia – È andato tutto bene. Dire che sta bene sarebbe un’esagerazione, però sono contento perché vedo che ci crede molto di più. Aspettava evoluzioni dell’infortunio, poi gli hanno detto che avrebbe dovuto fare questa seconda l’operazione: adesso ci sono dei tempi più certi per il recupero. Questo lo ha aiutato anche a scrollarsi di dosso un po’ di incertezze e un po’ di paura del futuro.

Il 3-0 su Monza – Abbiamo giocato una buona partita, siamo riusciti a fare bene le cose su cui abbiamo lavorato in settimana. Nelle settimane precedenti, anche prima di Verona e Civitanova, avevamo fatto più fatica. Ora stiamo entrando più nel DNA del gioco che vuole il coach, ci stiamo conoscendo meglio a vicenda.

Le sconfitte con Lube e Verona – La storia recente dice che, contro squadre che hanno battuto molto bene e murato bene, in fase di ricezione-attacco abbiamo fatto un po’ fatica, soprattutto con le palle un po’ un po’ sporche.

Il carattere di Marcelo Mendez – È un allenatore che ha uno stile di allenamento molto carico. Spinge tanto, tiene un ritmo alto e ha un’idea molto chiara del gioco che vuole sviluppare. È uno di quegli allenatori che crede tanto nel lavoro settimanale in palestra come base per la performance. Io mi trovo bene, perché lavorare per me non è mai stato un problema, anzi. La squadra è su questa lunghezza d’onda, tutti in palestra danno il 100%.

I focus principali di Mendez – Battuta e attacco. Chiede anche una certa organizzazione del muro, ma senza particolari novità rispetto agli anni scorsi. Sulla battuta e l’attacco è molto esigente, perché riconosce delle grandi potenzialità in questi due fondamentali da parte della squadra, non solo nella battuta individuale, ma nella gestione della battuta di squadra. E noi stiamo cercando di seguirlo al meglio. Con Civitanova e Verona non abbiamo gestito bene la sequenza delle battute di squadra, quando sei sotto stress è tutto più difficile, però si lavora anche per gestire quelle situazioni.

Tre super centrali a Trento – Sono dei begli “animali” d’attacco, ti danno la possibilità di ampliare la zona in cui giocare il primo tempo, soprattutto Flavio e Bartha con cui ho giocato l’anno scorso, ma anche con Torwie ci stiamo lavorando parecchio. È importante che i centrali sappiano proporsi, soprattutto in fase break o quando la palla si stacca un pochino. Loro sono bravi a farlo, ci danno sempre un’opzione credibile al centro. Torwie è più giovane, al primo campionato di primissimo livello, ha delle ottime potenzialità perché fisicamente è veramente in forma e batte anche molto bene. Sta lavorando tanto e con grande passione.

Mattia Orioli (Sonepar Padova)

La sconfitta per 3-2 con Milano – È stata una partita lunga, complicata, eravamo sotto 2-0 e anche 24-22, se non ricordo male, al terzo set. Nei primi due set non avevamo giocato benissimo, poi nel terzo siamo riusciti a riprenderci nel finale e vincere ai vantaggi e dopo abbiamo avuto la spinta per riuscire a portarla al quinto. Peccato esser partiti 2-5 e aver cambiato campo sul 3-8 perché dopo è stato un po’ complicato. Però per noi è un punto importante, dopo essere stati sotto 2-0 con una squadra forte come Milano.

Cosa “ruberebbe” a Osmany Juantorena – L’attitudine che ha in campo, è veramente molto bravo a rimanere concentrato nei momenti di difficoltà. Tecnicamente direi l’attacco, ma va bene un po’ tutto.

Le tensioni della gara – Ho fatto fatica nel primo set e un po’ il secondo, assieme a tutta la squadra. Milano stava giocando bene, noi un po’ meno e io non riuscivo a fare cose che in altre occasioni mi erano uscite meglio. Poi ci siamo sbloccati.

I miglioramenti in battuta – Ne avevamo parlato a inizio settimana dopo la sconfitta di Modena, perché era dall’inizio del campionato che battevamo male, quasi tutti avevamo una bassa efficienza. Ci sono stati troppi errori di fila: è stato un po’ l’obiettivo della settimana quello di prepararsi al meglio per Milano, sappiamo che al giorno d’oggi se non batti non giochi. Abbiamo battuto sicuramente meglio di come abbiamo battuto a Modena, ma anche prima in casa con Grottazzolina. Un aspetto positivo da cui ripartire, sperando di fare anche meglio, sia al servizio sia nel resto.

Paolo Porro (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Il tris a Civitanova – Cosa è accaduto? Quello che era accaduto la settimana scorsa con Perugia, solo che è durato un po’ di più. C’eravamo prefissati questo obiettivo. La Lube veniva da una serie di partite importanti con grandi risultati, ma noi volevamo rifarci un po’ e così è stato.

La costanza nel gioco – A inizio stagione abbiamo avuto qualche problemino ma ci stiamo allenando bene e quindi ci eravamo detti di mettere in campo tutto quello che abbiamo fatto in settimana. Anche la settimana scorsa se finiva 3-0 non c’era nulla da recriminare, ma è andata com’è andata, quindi volevamo un po’ dimostrare al nostro pubblico che possiamo vincere anche queste partite.

Stagione di rinnovamento – Per adesso abbiamo affrontato tante squadre forti e potevamo fare meglio in qualche partita, però ci stanno dando molta fiducia a partire dallo staff, ma anche dalla società: ci seguono molto e ci danno la forza di partita in partita. Considerato che siamo una squadra giovane, possiamo migliorare tanto durante la stagione.

Samuele Papi – Lui è molto tranquillo, è un po’ saggio, magari a volte tira fuori quelle chicche interessanti da cui prendere spunto. Credo che anche al di fuori dello sport sia una persona tranquilla ma al contempo è un agonista; quindi, gli piace vivere queste partite.

Alessandro Bovolenta – Sta crescendo tanto, è un po’ un “bambinone” perché ovviamente è molto giovane, sta motivando bene la squadra. Lo vedo già molto cresciuto in questo inizio di stagione, ha tanto potenziale. È uno che lavora, quindi tutte le sue qualità usciranno.

Bryan Argilagos (Sir Susa Scai Perugia)

Non solo l’esordio da titolare – È stata una bella esperienza, sicuramente. Non voglio però pensare sempre a quella partita d’esordio, voglio continuare a lavorare, migliorarmi e continuare a spingere per crescere.

Offerta irrinunciabile – Penso che andare a Perugia sia un’esperienza unica e che non capita tutti i giorni; quindi, appena mi è arrivata l’offerta ci ho pensato veramente poco e ho deciso di andare lì. La città è bella e tranquilla, i tifosi calorosi. I ragazzi e lo staff sono molto socievoli, mi sto trovando veramente bene con tutti quanti.

I palloni per Plotnytskyi e Ishikawa – L’inizio è stato un po’ complicato, vengo da una serie B in cui le velocità sono diverse. Arrivare qua con questi grandi giocatori, con queste velocità è stato abbastanza complicato, però allenamento dopo allenamento mi sono abituato. Grazie al loro feedback e con l’aiuto di coach Lorenzetti sono riuscito ad ambientarmi.

La crescita col Volley Treviso – Penso che a Treviso ci sia molta organizzazione e tanta passione. Iniziano a formare fin da piccoli sul lato sul lato tecnico e andando avanti ti formano anche mentalmente come giocatore e fanno sì che tu sia pronto.

Dove migliorare – Sicuramente la battuta, sto facendo un po’ più di fatica, però con un po’ di continuità sto migliorando. A livello di alzata sulla precisione, a volte sui contrattacchi sono un po’ frettoloso e poco preciso. Punto forte? A muro.

Il centrale più complicato da servire – Per il momento Roberto Russo, perché con lui mi sono allenato meno che con altri, ma mi trovo bene con tutti, sono giocatori completamente diversi, ognuno con le proprie caratteristiche e i propri punti di forza.

Giulio Magalini (Yuasa Battery Grottazzolina)

Tutto il bello di Grottazzolina – Ho trovato una società piccola, ma con un tifo assurdo. Gli Skapigliati sono matti, in senso buono. Il paesino è piccolo e si percepisce la passione anche nel quotidiano, lo noti anche se vai a bere un caffè o al supermercato.

Lo stimolo principale per andare a Grottazzolina – Con coach Ortenzi c’è stato subito un buon feeling, anche nelle prime chiamate. Dopo due anni a Trento dove ho fatto un’esperienza bellissima, quella di giocare a livello internazionale, volevo prendere in mano la mia carriera e cercare di farne qualcosa.

Cambio di responsabilità – Quando giochi con giocatori come Michieletto e Lavia, per livello di attenzione e gioco ti rendi conto di quanto siano forti. Ora sono cambiati gli obiettivi, ma si cerca di lavorare ogni giorno in palestra per trovare il feeling con la squadra e dare il meglio.

Osmany Juantorena (Club Voleibol Guaguas)

Nuovi stimoli a Las Palmas – Dopo l’esperienza a Monza avevo bisogno di nuovi stimoli fuori dall’Italia. Ho scelto Las Palmas, la società mi ha incuriosito molto. Per ricominciare non volevo un livello altissimo perché, dopo un anno praticamente senza giocare, non era semplice. Non ho pensato al portafogli, volevo più giocare e stare bene con me stesso. Credo di aver fatto la scelta giusta e per adesso sta andando tutto bene.

Ripartenza slow – Il campionato italiano è sempre il numero uno, il livello è altissimo e quindi volevo un attimino lasciarlo da parte, anche se questo ha voluto dire allontanarmi dalla famiglia. La famiglia? Ho firmato un anno, quindi per una stagione: cambiare scuola, cambiare tutto non era semplice, a Natale saranno qua un mesetto. Comunque è lavoro, saranno gli ultimi anni e me li godo.

Sguardo sulla SuperLega – Civitanova ha perso, ma quest’anno è partita forte giocando a un livello veramente alto. Perugia è sempre Perugia: è inutile nascondersi, ha due squadre e sarà sicuramente la formazione da battere. Verona potrebbe essere una sorpresa quest’anno, Christenson è tornato e lui è bravissimo, hanno giocatori fisicamente forti e con lui possono fare molto bene.

Le vittorie più emozionanti – Scegliendo, direi la prima Champions che abbiamo vinto a Bolzano con Trento contro un Kazan fortissimo. Quella fu una partita tosta, veramente bella e posso dire che è la vittoria che mi è rimasta più impressa. In epoca più recente, lo scudetto vinto con la Lube a Perugia dopo essere stati sotto 2-0 in Gara 5: anche quella è stata una partita bella e emozionante.

Il ruolo di capitano – È una responsabilità in più, ma non bisogna necessariamente avere la fascia per essere capitano. Capitano può essere uno che gestisce i momenti difficili prendendo le redini della squadra. Il capitano è l’uomo rappresentativo tra la società e i giocatori; credo che nella mia Lube ci siano stati tanti capitani. Eravamo un gruppo totalmente compatto che proseguiva da solo, io andavo soltanto al sorteggio e a qualche intervista.

Elogio a Reggers – Ho avuto la fortuna di vedere giocare tantissimi opposti, ma credo che lui sia il numero uno: fa tutto bene, dalla battuta all’attacco. La pallavolo è cambiata e lui racconta bene questo cambiamento, in qualità di opposto che riesce a fare tutto e bene. Sono rimasto sorpreso dal livello che ha espresso l’anno scorso e quest’anno.

Dall’Olympiacos al Levski: i preliminari di Champions League – Credo che l’Olympiakos non si aspettasse che potevamo giocare a questo livello, soprattutto là da loro. Sono una squadra molto forte, con giocatori che hanno giocato in Italia e stanno esprimendo una buona pallavolo, un allenatore preparato che ha tanta esperienza. Al ritorno mi aspettavo un’Olympiakos molto più aggressiva, ma noi siamo stati bravi. L’obiettivo era vincere due set e abbiamo vinto 3-0. Nei momenti finali dei set abbiamo avuto un po’ di fortuna, ma a livello pallavolistico abbiamo giocato meglio; quindi, credo sia stato meritatissimo il passaggio del turno. Ma non è finita, mercoledì incontriamo il Levski Sofia, squadra fastidiosa, e il ritorno sarà in casa loro. Sarebbe una grandissima cosa essere sul tabellone principale della Champions, incontrare comunque Perugia, Berlino e Praga non è una passeggiata, ma sicuramente è divertente.

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