Le occasioni perse e le vittorie roboanti di Piacenza, il cambio di atteggiamento di Civitanova, l’attenzione di Perugia. Ma anche l’autoritario tris di Trento a Milano davanti a quasi 8000 persone, i margini di crescita di Monza, il progetto e la pazienza di Modena e l’addio a Verona di un suo “fedelissimo” che ora la tifa dall’estero.
Questi i temi centrali della sesta puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.
Ospiti della sesta puntata sono stati Fernando Kreling (Allianz Milano), Paul Buchegger (Valsa Group Modena), Alessandro Bovolenta (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Diego Frascio (Vero Volley Monza), Marco Gaggini (Sir Susa Scai Perugia), Francesco Bisotto (Cucine Lube Civitanova), e Luca Spirito (Panathinaikos Athletic Club).
A questo link è possibile rivedere la puntata completa.
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LE DICHIARAZIONI
Fernando Kreling (Allianz Milano)
Milano con il 40% in attacco – Potevamo fare un po’ meglio, ma sappiamo che Trento è uno squadrone, ci ha messo in difficoltà tutto il tempo e anche per questo non siamo riusciti a far bene il nostro gioco come nelle altre partite.
Le finte di troppo – Ogni tanto mi fermo un attimo e dico: “Magari devo tornare a fare le cose un po’ più semplici”. Capita anche a me di perdermi nelle mie finte…
Ritratto di Piazza – La differenza più grande è l’energia, la positività, la carica che mette in allenamento. Sanno tutti è che un “pazzo”, in senso buono, si arrabbia spesso, ma è molto bravo, mi piace molto sia come tecnico sia come carattere nell’approccio quotidiano.
Lo spettacolo del Forum di Assago – Il Forum è un palazzetto bellissimo, c’erano tanti tifosi, la gente era carica per vedere una bella partita, poi c’erano giocatori di Trento che hanno vinto i Mondiali. Loro hanno fatto una bellissima partita, noi potevamo fare qualcosa in più ma loro sono forti e lo hanno dimostrato anche nel 3-1 con Perugia.
La delusione Mondiale – Prima di iniziare il Mondiale, sapevamo che il nostro non era il girone più tosto, ma era comunque pericoloso. Poi abbiamo perso 3-0 con la Serbia e dovevamo tifare per la Cina con la Repubblica Ceca. Perdere quell’opportunità è stata forse una delle cose più brutte della mia vita, avevamo l’occasione di arrivare lontano e sognare una medaglia. L’estate non è finita come volevo io.
Come sta Bruno – L’ho sentito a inizio stagione quando mi sono fatto male. Mi ha detto di lavorare, stare tranquillo e mettere la testa a posto.
Paul Buchegger (Valsa Group Modena)
Il 3-1 su Grottazzolina – Siamo contenti dei tre punti. In alcune fasi abbiamo commesso troppi errori in battuta, ma siamo riusciti a centrare l’obiettivo.
Ingresso decisivo – Questa settimana ho fatto un po’ di fatica col ginocchio, non sono stato sempre disponibile. Così il coach ha deciso di farmi riposare un po’, ma visto che eravamo un po’ in difficoltà mi ha fatto entrare. Sono stato contento di aiutare la squadra con la mia prestazione.
Il rapporto con Tizi-Oualou – Mi trovo molto bene. All’inizio è servito un po’ di tempo per trovarci, io di solito preferisco una palla veloce, lui una più morbida: ma ci siamo trovati a metà strada, lo leggo bene e so che tipo di palla mi dà.
Giuliani più rilassato? – Rilassato non credo, perché deve comunque gestire la squadra. Forse ogni tanto si “tiene” un po’ di più perché la squadra è più giovane e fa degli errori, ma vede che tutti diamo il 100% e nessuno arriva all’allenamento con la faccia di chi non ne ha voglia. Se vedi che tutti vogliono ma non sempre si riesce, non ha senso arrabbiarsi troppo.
Il futuro nello sport – Vorrei fare qualcosa in ambito sportivo, magari nel volley in Austria, che è casa mia. In che ruolo, si vedrà: ci sarà tempo per decidere.
Alessandro Bovolenta (Gas Sales Bluenergy Piacenza)
Efe Mandiraci – Ieri Efe era on fire, ha fatto una partita da stropicciarsi gli occhi. È un giocatore che fa la differenza, quando c’è si sente tanto, è veramente molto importante per noi.
Il braccio più “pesante” – Mi sto concentrando molto sul lavoro fisico. Parlando anche con Simon, che ne sa più di me, mi dice che lavorando bene in palestra, poi in campo giochi bene senza accorgertene. Il focus ora è in sala pesi ed è un lavoro che sto cercando di svolgere al meglio.
L’inventiva di Porro – Paolo Porro è spettacolare, s’inventa cose incredibili. Ha un’inventiva fuori dal comune. Magari pensi che certe cose le prova solo in allenamento e invece no, le prova soprattutto in partita. Per il muro avversario è difficile capire un palleggiatore del genere.
Gutierrez e le coperture – Si sta mettendo a disposizione della squadra, in un ruolo che non è visto come il suo ma che interpreta con grande impegno. In attacco è molto forte, ma riuscire a fare una copertura in più, una difesa in più, è importante.
Boninfante e Papi – Sono due professionisti, ci stanno mettendo cuore e passione per farci crescere. A inizio stagione, visto da fuori, partire con una squadra così giovane – a parte due o tre facce note – non era facile. Ma loro ci stanno mettendo tutto, con impegno e anche con simpatia, e noi cerchiamo di ripagarli in palestra, allenandoci e spingendo al massimo.
Il rapporto fra Simon e Gutierrez – Quando parlano spagnolo non ci capiamo niente… Si vede che sono amici e si divertono, malgrado gli anni di differenza.
La posizione in classifica – Siamo in una posizione della quale posso essere contento, ci siamo persi qualche set qua e là, con Perugia e Verona abbiamo perso belle occasioni. Ma abbiamo ingranato bene con Civitanova.
Diego Frascio (Vero Volley Monza)
Lo 0-3 con Piacenza – I primi due set ce li siamo giocati anche molto bene, poi loro in battuta hanno fatto la differenza: sono stati eccezionali. Nell’ultimo set ci siamo spenti un po’.
La scelta di restare a Monza – Stiamo lavorando bene, anche se in questo periodo stiamo incontrando squadre molto forti: vedremo andando avanti. Qui posso crescere, sono contento di essere rimasto.
La lotta per non retrocedere – Sicuramente in questo momento stiamo facendo un po’ di fatica, ma abbiamo caratteristiche e giocatori per poter far meglio della posizione attuale. Bisognerà lottare per salvarci, ma credo sia possibile fare anche qualcosa in più.
Margini di crescita – Il muro è un aspetto nel quale voglio migliorare, ma anche la difesa. E voglio crescere anche fisicamente.
L’argento Mondiale U21 – Se ci penso, scelgo la parola “rammarico”. Il primo set l’abbiamo vinto facilmente, tanto da sorprendere noi stessi per certi versi. Il secondo e il terzo li abbiamo giocati bene, poi nel quarto c’è stato un grosso break in battuta e lì abbiamo perso. Ma è stato un bel percorso e siamo comunque contenti del risultato.
Il rapporto con Padar – Lui è uno dei più grandi del gruppo, è una persona gentile che fa quasi da “papà” a me e ai ragazzi più giovani. Con lui imparo a lavorare sodo, perché si allena duramente e in sala pesi spinge parecchio.
Marco Gaggini (Sir Susa Scai Perugia)
Due curiosità su Luca Spirito – Quando sono arrivato, era uno dei compagni che mi ha fatto sentire subito dentro la squadra. Poi avevamo il nostro scherzetto su quanti “shampoo” ci rimanevano e alla fine ha vinto lui.
Il tris su Cisterna – Dovevamo stare attenti a molte cose. Stiamo facendo un percorso, in alcune partite abbiamo faticato sul cambio palla e in attacco, stavolta siamo stati fissi sulle indicazioni che ci sono state date. È capitato a volte di essere avanti, ma di perdere i punti fissi che avevamo non appena gli altri facevano qualcosa di buono. Con Cisterna siamo riusciti a mantenerli, in tutti i set.
Francesco Bisotto (Cucine Lube Civitanova)
L’atteggiamento diverso- Dopo la vittoria contro Cuneo, l’ambiente è tornato più sereno. Secondo me si è visto un atteggiamento diverso, anche sul punto a punto. Non c’è quasi mai stato a fine set, ma all’inizio dei parziali si è visto il “saper stare” nella difficoltà.
Cosa si impara da Balaso – Tante cose: dalla tecnica che ha in ricezione all’esempio da capitano, sia per la testa sia per come spinge al massimo in allenamento.
Ritrovare Cuneo – È stata una bella emozione, rivedere dall’altra parte persone con cui ho vissuto tanti momenti a partire da quando avevo 13 anni.
L’exploit di Nikolov – Ha fatto un salto in avanti, non solo sulla parte tecnica – e per me in attacco è fra i migliori al mondo – ma anche come cattiveria agonistica. Ha voglia di affermarsi, di vincere di più, quindi spinge forte in allenamento ed è una fortuna averlo in squadra.
I tre schiacciatori – Per noi credo si stia rivelando un vantaggio, soprattutto sui battitori più forti in spin, con Loepkky che è un buon ricettore su questo tipo di battute. E in più permette di alternare chi tenere fuori tra Aleksandar ed Eric in base a chi va più in difficoltà, senza che venga bersagliato.
Luca Spirito (Panathinaikos Athletic Club)
Cosa manca di Verona – Sto seguendo il campionato italiano costantemente, guardo tutte le partite di Verona. L’atmosfera qui è molto diversa, mi manca quella parte: i palazzetti italiani sono grandi e capienti, qua sono tutti piuttosto piccoli, tranne quello del Paok. Abbiamo giocato a Creta, la tifoseria è molto calda, erano seduti a 50 centimetri da dove battevamo. Per il resto non posso assolutamente lamentarmi.
Verona e Christenson – Li vedo molto bene. All’inizio, quando si ipotizzava Keita schiacciatore, si pensava che potesse esserci qualche problema e invece sta gestendo bene la situazione. Christenson per me è il miglior palleggiatore al mondo, lo penso da quando giocavamo contro. La sua qualità migliore? La gestione del gioco. Anche dalla tv, ci sono situazioni in cui pensi: “Come si è inventato quella cosa lì?”. E lo fa in maniera così pulita e naturale che a me è sempre piaciuto tantissimo.
Andare via – La mia decisione è stata presa in un momento difficile. Sapevo già che sarebbe arrivato Christenson come palleggiatore, nella mia testa non ero pronto a lasciare il posto da titolare. Volevo continuare a giocare, perché sento di poter dare ancora tanto e voglio farlo. Mi è arrivata questa proposta, ci ho pensato poco e l’ho accettata subito. Sono rimasto in ottimi rapporti con tutti a Verona, in futuro se dovesse esserci occasione di ritrovarsi in qualche modo le porte saranno aperte.
La scelta del numero 31 – Ho chiesto il “13” ma la tifoseria del Panathinaikos si chiama Gate 13, è un numero molto importante e qui lo porta un nostro schiacciatore, figlio dell’allenatore, che è nato e cresciuto qui.
Bilancio iniziale – Mi sto trovando molto bene, è servito un piccolo periodo di ambientamento. La città è bella e la squadra mi sta piacendo molto: abbiamo perso solo una partita e stiamo andando molto bene.
La sorpresa e… l’attesa – Mi aspettavo che Verona facesse un ottimo inizio di stagione. La vittoria a Perugia non è stato affatto scontata. Piacenza mi sta piacendo tanto. In coda, invece, sono sicuro che, una volta trovata la quadra del gioco, Grottazzolina possa far meglio di quanto fatto sinora.
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