Le aspettative e le “cure” della Cucine Lube Civitanova, i dieci successi di fila dell’Itas Trentino, il ritorno in campo di Leandro Mosca con la Vero Volley Monza dopo l’infortunio. Ma anche la vigilia dei Quarti di Finale della Del Monte® Coppa Italia, il momento di Allianz Milano e Rana Verona e gli impegni di Andrea Giani tra Club e Nazionale.
Questi i temi principali della decima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della puntata sono stati Gabi Garcia (Itas Trentino), Giampaolo Medei (Cucine Lube Civitanova), Edoardo Caneschi (Allianz Milano), Francesco Sani (Rana Verona), Leandro Mosca (Vero Volley Monza), Andrea Giani (ZAKSA Kędzierzyn-Koźle) e l’arbitro Giuliano Venturi.
A questo link è possibile rivedere la puntata completa.
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LE DICHIARAZIONI
Gabi Garcia (Itas Trentino)
Dieci vittorie di fila – Ci siamo incamminati su una buona strada, proveremo a continuare con questo lavoro al 100%. Tutti stiamo dando il massimo in allenamento e in partita, proviamo a far emergere la personalità della squadra e il meglio di ognuno. Vincere e perdere fa parte del gioco, ma ci importa come si vince e come si perde. Mi auguro che questo momento prosegua.
Mendez e gli errori – L’errore che non sopporta è la battuta in rete. Non sopporta la battuta sbagliata in generale, già su quella ti guarda male, ma è quella in rete che digerisce meno di tutte.
Mendez e gli aspetti tecnici – Lavora per far sì che i giocatori si predispongano in modo da attaccare sempre la palla nel modo migliore e non regalarla agli avversari. Sta migliorando anche il suo italiano, anche se io con lo spagnolo mi trovo bene.
Libertà di battuta – Ho quasi sempre libertà di tirare la battuta a tutto braccio. Certo, se i due che mi precedono sbagliano e io tiro a 120 all’ora a metà rete, sarà difficile rimanere in campo… Se devo gestirla la gestisco, ma in genere vado al 100%.
Come sta Lavia – Daniele è tutti i giorni con noi, anche in palestra, ovviamente affronta il suo percorso individuale ma rimane lì fino a fine allenamento, viene anche in giro. Sta iniziando a fare più cose in campo e toccare la palla un po’ di più.
Verso Monza e la Del Monte® Coppa Italia – Ci stiamo preparando soprattutto fisicamente, ma anche dimenticando la vittoria di due giorni fa. Stiamo studiando cosa è andato bene e cosa possiamo migliorare, come possiamo dominare per un po’ di più.
Giampaolo Medei (allenatore Cucine Lube Civitanova)
Mercato e responsabilità – Da sempre, il mercato inizia durante la stagione. Ma è vero che, negli ultimi anni, il mercato parte sempre prima, con tutte le problematiche annesse. Oltretutto è anche un po’ complicato per le squadre, perché credo che non si abbia il tempo di valutare quello che si sta facendo e già si inizia a impostare la stagione successiva. Gli altri mercati iniziano sempre prima e il mercato italiano si sta adeguando. Bisogna conviverci, sia noi allenatori sia le società, ma soprattutto i giocatori si devono abituare a continuare a fare il proprio lavoro al meglio, nonostante magari si stia decidendo se cambiare squadra o no.
A corrente alternata – Il rendimento della squadra a livello tecnico in questa prima parte di campionato non è stato mai continuo, ma stiamo migliorando. Non è un discorso tecnico, ma di capacità di restare focalizzati sulle cose che ci riescono meno bene. Con Piacenza abbiamo fatto parecchia fatica a muro e il nostro side out si è un po’ arenato. In altre situazioni ha funzionato poco la battuta, oppure il nostro contrattacco è andato a corrente alternata. Credo sia una questione di continuità di concentrazione e di capacità di restare in tensione al massimo per due ore, che ancora manca.
Il blackout di Modena – La partita si era giocata punto a punto per tre set, avevamo vinto poi il terzo ma nel quarto set ci siamo completamente bloccati. E questo non è più successo, fortunatamente. Abbiamo ancora qualche calo, dei momenti in cui non riusciamo a rendere come vogliamo e come possiamo, però credo che quella fase l’abbiamo un po’ passata. Era successo altre volte in precedenza e quella versione di Civitanova non possiamo più farla vedere. Ci sono delle partite che possono non andare come vogliamo, anche per merito dell’avversario, ci possono essere momenti complicati, ma in quel quarto set a Modena abbiamo mostrato qualcosa che non siamo noi. Non c’è stato semplicemente un calo, una discontinuità, ci siamo proprio bloccati, è stato il momento più complicato fino ad oggi.
Le aspettative e la pressione – Rispetto alla scorsa stagione sono cambiate le aspettative, anche da parte nostra. L’anno scorso questo gruppo, che è cambiato poco, era partito nella diffidenza generale sul nuovo progetto, con mille punti interrogativi. Tutto quello che abbiamo fatto di buono ci ha dato molta energia, mentre siamo stati bravi a metterci alle spalle velocemente quello che facevamo meno bene. Quest’anno è un po’ diverso: per la stagione passata, per i risultati ottenuti e per il percorso che hanno fatto alcuni giocatori durante l’estate con le loro Nazionali. C’è chi è stato convocato per la prima volta, chi si è confermato Campione del Mondo, chi ha fatto comunque un ottimo Mondiale. Le aspettative sono cambiate soprattutto nel nostro gruppo. Ma nella realtà abbiamo perso un paio di giocatori di esperienza, giochiamo con un modulo diverso per il quale ci vuole diverso tempo prima di trovare la stabilità; fattori che messi insieme hanno portato a una reazione non corretta dal punto di vista psicologico. Abbiamo lavorato sul nostro modo di affrontare le difficoltà e i nostri difetti: bisogna saperci convivere e fare in modo che non ti condizionino troppo.
La battuta laterale – La battuta che mi fa “arrabbiare” di più è quella sbagliata lateralmente, per cercare spesso le linee. Quello per me è un errore grave, perché il gesto tecnico è tutto corretto, la battuta sarebbe in campo se non si rischiasse la linea laterale: mi urta abbastanza, più che la battuta in rete o la battuta lunga fuori.
I limiti del rischio in battuta – Cerchiamo di avere un equilibrio di squadra tra chi forza il servizio sempre e chi lo forza solo in certi momenti. È sempre un discorso di squadra, cerchiamo di allenare entrambe le battute, quella con meno rischio e quella con la quale si cerca di mettere in difficoltà o di fare punto direttamente. I criteri che utilizziamo sono molto oggettivi: misuriamo la velocità e cerchiamo di allenarla, ogni giocatore al suo range perché è una caratteristica individuale. Cerchiamo di allenare e di utilizzare entrambe cercando di dare la possibilità a tutti di utilizzare una battuta aggressiva finché la squadra non raggiunge un certo tipo un certo numero di errori. A quel punto, ci sono giocatori che possono comunque continuare a forzare, perché non si può giocare tutti con una battuta conservativa, e altri invece che hanno il compito di tenere più bassa possibile la percentuale di errore.
Loeppky, Nikolov e Bottolo: intercambiabili? – Per come giochiamo ora, Loeppky e Nikolov sono più intercambiabili. Bottolo ha un ruolo diverso. È vero che giochiamo con tre schiacciatori, però hanno responsabilità e competenze diverse: Bottolo è più uno schiacciatore puro, Loeppky e Nikolov si alternano nel ruolo di opposto.
Edoardo Caneschi (Allianz Milano)
Libertà in battuta – Dipende dal momento della squadra. Ci sono partite in cui tutto va bene e possono “tirare” tutti e altre in cui anche solo due-tre vanno male e lì tocca gestire il servizio.
I centrali e Kreling – Devi stare molto a tempo, perché ha mani velocissime e fa uscire la palla molto velocemente; sicuramente ci dà una mano, ma se non ci metti del tuo non va. A volte si rende conto che “tiene” un po’ troppo la palla e per noi è complicato valutarla.
In cerca di continuità – Con Padova i primi due set sono andati molto a nostro vantaggio. Ma ci manca continuità in questi momenti dove la tensione si va a spezzare: dopo aver vinto i primi due set a 15 devi rimanere lì con la testa e non rilassarti pensando che la partita sia finita. Basta un errore per andare in confusione, e a quel punto succede quello che è successo anche l’ultima partita: perdi il terzo ai vantaggi, vai sotto di quattro o cinque punti e inizi a sentire la pressione, perdendo sicurezza.
Una richiesta per Piazza – Ci mancano un po’ i giochini pre-allenamento, siamo in un periodo dove mi serve spingere di più, avere più focus; quindi, ce li ha tolti…
Reggers capitano – È un ruolo complicato, quello del capitano. Fortunatamente Ferre è la nostra stella. La gioventù è un pregio ma rischia di essere anche un difetto. Lui però riesce a essere un po’ la nostra anima, cerca sempre di essere molto gioioso, ma anche di prendersi tutta la squadra in spalla, quando la vede giù cerca di trascinarla. È molto presto per definirlo un capitano perfetto, però è sulla buona strada.
Verso la sfida con Verona – Speriamo di divertirci, il risultato sarà quello che sarà ma l’importante è passare e soprattutto far passare una bella serata ai tifosi. Lì a Verona sono incredibili, quindi si meritano tutto lo spettacolo del mondo. Spero sia una partita lunga e soprattutto che comunque nel bene e nel male a fine partita ognuno abbia dato il massimo e sia contento di come sia andata.
Francesco Sani (Rana Verona)
Livello costante – Anche noi abbiamo fatto una fatica incredibile contro Padova. In questa SuperLega ogni squadra è in grado di vincere contro chiunque e Padova gioca molto bene, in casa ma anche in trasferta. Noi quest’anno siamo stati in grado di tenere un livello abbastanza costante a parte un paio di occasioni, contro squadre che stavano giocando molto bene: Civitanova, in trasferta, e Modena che è riuscita a batterci in casa nostra. Siamo stati tutti in grado di fare buone prestazioni, di giocare sia con tre schiacciatori oppure con Darlan da opposto. Abbiamo mischiato un po’ le carte tenendo il livello abbastanza alto.
L’ottimo lavoro di Soli – Quando ho sentito che sarebbe venuto Soli a Verona, mi hanno detto tutti che era molto molto tranquillo e per ora devo dire che avevano ragione. Certo, ogni tanto anche lui “impazzisce”, come in estate con la Slovenia, ma direi che sta facendo un ottimo lavoro gestendo la nostra squadra.
Darlan – Innanzitutto è un ragazzo simpaticissimo che ha legato subito con tutti. E venendo qua da un Paese lontano, da un campionato diverso, sicuramente non è stato facile per lui. C’erano tante aspettative, giocando con Christenson, Mozic e Keita, ma sta facendo un grande campionato: in attacco è una “bestia”, per quanto giocare con Micah aiuti. Sta facendo il suo dovere, fa girare la squadra da opposto vero.
Trovare spazio – Quest’anno gioco da opposto, da schiacciatore, faccio il cambio in battuta: non è facile, anche durante le sedute video, devo fare attenzione a murare da posto due come a murare da posto quattro, un po’ di tutto. Il coach sta provando tanti sestetti diversi, è tosta trovare spazio, ma in Italia in una squadra forte è sempre difficile. Tutte le squadre top hanno quattro-cinque giocatori pronti a giocare che purtroppo non giocano sempre.
Leandro Mosca (Vero Volley Monza)
Rinascere – Se penso a come stavo esattamente un anno fa, ora sto davvero bene perché era il mio sogno tornare ad essere un pallavolista, un atleta. Sono stato più di un anno e mezzo lontano dai campi, dai compagni, da questo mondo che è la mia vita. Fisicamente sto bene, mi manca solo tornare nella forma precedente e anche meglio.
Il rapporto con Eccheli – Con il coach ho un buon rapporto, sa quando deve usare il bastone invece della carota perché ogni tanto pecco di attenzione, perdo il focus e lui deve subito mettermi in guardia su dove sto con la testa.
Classifica e ottimismo – Per me è la seconda stagione a Monza, ma la sento come fosse la prima, visto che l’anno scorso sono stato più fuori che dentro. A inizio anno ero molto fiducioso, siamo nella posizione in cui pensavo potessimo essere, ma dopo la striscia negativa contro alcune corazzate le cose si erano messe malino e non pensavo potessimo raggiungere i Quarti di Del Monte® Coppa Italia e di conseguenza l’ottavo posto. Perciò sono felicissimo e credo che potremo toglierci anche altre soddisfazioni.
Come battere Trento – Li abbiamo affrontati pochi giorni fa, sappiamo bene ciò di cui sono capaci e per noi sarà molto difficile, ma ce la metteremo tutta fino all’ultimo punto, consapevoli che possiamo metterli in difficoltà. Proveremo a fargliela sudare, questo è il nostro obiettivo.
“Quella” salvezza all’ultima palla – Percepisco tranquillità, nel gruppo ci sono molti volti nuovi e non pensiamo a quello che è successo l’anno scorso. Le cose stanno andando meglio, in termini di risultati, di punti e anche di prestazioni. L’obiettivo base è quello della salvezza, ma tra di noi ci siamo dati come obiettivo quello di raggiungere i Play Off e vedere dove arriviamo, chiaramente cercando prima di rimanere davanti a chi sta dietro di noi.
Andrea Giani (allenatore ZAKSA Kędzierzyn-Koźle e Nazionale francese)
Il bilancio dell’andata e il peso del mercato – Abbiamo giocato le prime dieci partite su un buon livello, poi dalla trasferta di Varsavia sono arrivate tre sconfitte. A Varsavia ci sta perdere, un po’ meno con le ultime due in classifica. Ma sta pesando la questione “mercato”. Otto-nove giocatori non sanno cosa faranno la prossima stagione, c’è la prospettiva di un ridimensionamento e le voci di mercato sono pesanti. Ho fatto capire loro che i progetti a lungo termine non esistono sul piano dei risultati, quello che possiamo fare è spiegare loro ogni giorno che la squadra si allena e gioca per vincere. Ho parlato con la squadra, c’è da fare un girone di ritorno interessante: abbiamo già fatto bene per gran parte del campionato e possiamo ripeterci.
Non basta Rychlicki – Kamil sta facendo un campionato da opposto vecchio stile, da 40 palloni a partita. Ma nelle ultime tre partite ci sono mancati gli schiacciatori. Fra le prime dieci partite e le ultime tre c’è stato un salto enorme di efficienza. Per questo sto cercando di dar loro una mano. Se due, tre o quattro giocatori per problemi diversi dal volley sono meno focalizzati, la struttura inizia a traballare. Non sono sempre nella loro testa, ma se ripensano di più alla squadra, questo aiuta.
L’impatto di Feral e Tizi-Oualou in Superlega – Tizi-Oualou in VNL aveva già dimostrato di avere capacità caratteriali, tecniche e fisiche per poter giocare a questo livello. Non è facile in un club importante come Modena, ha un po’ faticato all’inizio ma adesso ha una bella continuità di rendimento. Lui ha anche un bel carattere e farà sempre meglio. Feral è un giocatore veramente fisico con una continuità migliorata, però nell’ultima partita con Modena nel primo set ha avuto due palle importanti, giocando un contrattacco out e un attacco fuori dall’asta con posto quattro non a muro. Ha molto margine, per quei livelli commette ancora tanti errori; per questo è importante che giochi nel campionato italiano.
Nazionale francese e calendari – Qualificarsi per Los Angeles è tosta. La prima chance sarà vincere l’Europeo. La VNL sarà importantissima per i punti del ranking, poi nel 2027 c’è il Mondiale e lì si qualificheranno le prime tre. Ogni anno è sempre decisivo per questa qualificazione, nella nostra squadra entreranno nuovi giocatori di qualità e cambierà un po’ l’impostazione. Secondo me ci sarà da faticare nella prima parte della stagione per poi arrivare all’Europeo con un’identità.
Giuliano Venturi (arbitro)
La sfida di Serie A2 fra Siena e Brescia – A discapito del risultato, è stata una partita molto interessante, sentita, combattuta.
I furbetti del servizio – Durano poco, ma è stato opportuno da parte della federazione regolamentare limitare il rischio di atteggiamenti antisportivi.
L’ultimo anno da arbitro – Dopo 37 anni di onorato servizio, termino la mia carriera quest’anno per raggiunti i limiti di età e devo dire che è stato un bellissimo percorso, che mi ha portato a conoscere tantissime persone, a fare delle esperienze emozionanti, molto belle, incontrare amici che sono certo rimarranno tali anche al termine di questa esperienza.
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