Il ruolo delle peculiarità dei singoli nel rendimento collettivo della “fenice” Verona, la capacità di divertirsi e di far divertire che ha spinto Piacenza al quarto posto, la caduta dell’imbattibilità interna di Civitanova (dopo quella di Trento). Ma anche l’attesa di Cuneo per l’importante scontro-salvezza con una Monza in salute, la multiforme utilità della tecnologia al servizio degli staff e l’imprevedibilità della lotta-promozione fra quanti puntano a salire o tornare in SuperLega.
Si è parlato di questi e altri temi della tredicesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della puntata numero 13 di After Hours, la SuperLega di notte, sono stati Fabio Soli (Rana Verona), Samuele Papi (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Fabio Dalla Fina (Itas Trentino), Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova), Lorenzo Sala (MA Acqua S.Bernardo Cuneo) e Mattia Catone (Abba Pineto).
A questo link è possibile rivedere la puntata completa.
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LE DICHIARAZIONI
Fabio Soli (1° allenatore Rana Verona)
“Pazza” Verona – Sono molto contento dei risultati e di allenare una squadra un po’ “pazza”. Stiamo facendo bene ma, come predico quotidianamente, dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra, perché il bello arriva adesso e per noi c’è bisogno di uno step ulteriore per rimanere attaccati alle grandissime, soprattutto nei momenti che contano.
Contro Cuneo davanti a 5.150 spettatori – Avevamo giocato in casa anche mercoledì con Padova e per chi compra il biglietto non è semplice frequentare un palasport a distanza di quattro giorni. Invece c’erano più di tremila spettatori mercoledì e il pienone con Cuneo, in una partita teoricamente non di cartello. Non è la prima volta che succede e ci fa capire ulteriormente che ci stiamo divertendo e stiamo facendo divertire. L’entusiasmo qui a Verona è su livelli decisamente alti.
Super Mozic – Sono particolarmente contento per Rok, sta facendo un lavoro molto importante su sé stesso e per la squadra. È un po’ la colla del sistema, soprattutto nella fase di ricezione. Sono contento che anche i numeri in attacco gli stiano dando ciò che merita, per lo sforzo che sta facendo.
Darlan dietro le quinte – È cresciuto tantissimo per l’impegno in allenamento. È sempre molto coperto, perché non è abituato alle temperature italiane. Prima era abituato a giocare, allenandosi a un livello di impegno inferiore rispetto alla partita. Ma siamo riusciti a spiegargli in breve tempo cosa serve per competere nel campionato italiano, dove ogni settimana trovi squadre che vogliono “farti la pelle”. Lui è riuscito a capire la cosa anche grazie all’aiuto dei compagni, perché si è creata subito una bella alchimia fra lui, Keita, Mozic e Christenson. È un bel gruppo fatto di ragazzi molto differenti tra loro. Si sta impegnando tanto per crescere in quei fondamentali che non sono la battuta e l’attacco, dove lui ha una spalla che sinceramente ho visto raramente. La crescita della squadra dipende anche dalla sua negli altri fondamentali.
Step by step – Sono contento della carriera che ho fatto prima di arrivare ad allenare squadre con giocatori di altissimo livello. Un percorso in cui ogni anno sono riuscito a salire di un gradino, sono contento perché sono riuscito a fare sempre il passo giusto anno dopo anno, senza troppi inciampi anche se qualcuno c’è stato. Reputo comunque un percorso in cui sono riuscito a mettere sempre qualcosina in più e di questo sono orgoglioso, perché racconta una storia che parte dal basso e fortunatamente è riuscita ad arrivare ad alto livello.
Keita il trascinatore – Su di lui avevo preso informazioni prima di andare a Verona. Mi sono trovato di fronte un ragazzo sveglio, che capisce molto bene quello che gli viene chiesto di fare. Un ragazzo buono, buonissimo, ha un grande cuore con i compagni di squadra. Più scherza e più riesce a giocare bene a pallavolo e questo dà grande energia ai compagni di squadra: è un bel tesoretto per noi. Spesso viene fraintesa la sua eccentricità con una sfrontatezza o un voler sfidare gli altri in modo quasi dispettoso. Questo è sbagliato e mi dispiace che venga frainteso perché è un ragazzo di una bontà unica e dal grande cuore. Ha margini di miglioramento tra ricezione e muro, ma anche in attacco, perché ha un potenziale fisico unico. Sono contento di poterlo allenare, perché ho scoperto un ragazzo diverso da quello che mi era stato raccontato.
Che animale è Verona – Siamo un po’ la Fenice, perché ci trasformiamo in cenere e poi risorgiamo in maniera incredibile all’interno della stessa partita. A Trento, così come a Cuneo. Siamo un “circo” e faccio un po’ fatica a sopportare questa cosa, ma fa un po’ parte di noi.
Il brillante inserimento di Staforini – Lo conoscevo da Cisterna, è un ragazzo che aveva il potenziale per inserirsi nella nostra squadra, è un libero alto, moderno, con la capacità di occupare spazio. Noi non siamo un gruppo complicato all’interno del quale inserire un ragazzo nuovo. E poi lui dal punto di vista umano è eccezionale, è un lavoratore, tranquillissimo e disponibile. È arrivato con grandissima voglia, aveva l’esigenza di provare l’esperienza di giocare titolare in SuperLega. Non sono stupito di come si sia inserito, ma di come sia riuscito subito a performare alla grande, prendendosi grandissime responsabilità. Sono molto contento di quello che ha fatto, così come ha fatto nella primissima parte di campionato D’Amico: l’arrivo di Staforini ci ha permette di farlo tornare con i tempi giusti e a breve ricomincerà a lavorare con il gruppo.
Endorsement per Balaso – Cos’ha di speciale Balaso? È forte e si prende responsabilità importanti. Questo è il segreto di una linea di ricezione che si sente al sicuro, al di là dei numeri che un libero può avere. L’anno scorso, quando è rientrato dall’infortunio, un piccolo pensiero a noi l’ha creato e se fosse stato in piena forma forse avremmo avuto qualche grattacapo in più.
Samuele Papi (2° allenatore Gas Sales Bluenergy Piacenza)
Il sorpasso su Modena e il divertimento – È una stagione positiva, abbiamo un bel gruppo, una bella squadra di ragazzi giovani che lavorano duro in palestra e questo ci fa enorme piacere. La squadra si sta comportando molto bene con le squadre che sulla carta sono più deboli di noi e abbiamo fatto ottime partite con squadre molto forti. E ci siamo qualificati per le Semifinali di Del Monte® Coppa Italia. Siamo contenti perché sentiamo tanta gente dire che quest’anno la squadra fa divertire. È una squadra che non molla mai, quando perdiamo ce la giochiamo sempre, come nel 2-3 in casa contro Verona. Il bello viene adesso, abbiamo un periodo molto duro: mercoledì in Spagna per la Coppa CEV, sabato con Modena in campionato.
Bovolenta e le responsabilità – È cresciuto tantissimo. Quest’anno sta giocando davvero ad alti livelli. È un ragazzo speciale per me, che ho avuto la fortuna di frequentare suo papà. Lavora duramente in palestra e si è responsabilizzato, perché sapeva che quest’anno sarebbe stato il suo primo anno da titolare vero. Chiaramente ci sono state anche partite in cui è andato in difficoltà, ma mi ha sempre dato l’impressione di essere un giocatore in crescita.
Mandiraci e il senso del lavoro – È un giocare forte, ogni tanto soffre di qualche problemino fisico, però tecnicamente e fisicamente è di alto livello. Abbiamo ragazzi che lavorano, mi piace molto questo gruppo, non so dove arriveremo ma si va in palestra molto volentieri.
L’anti-social – Io sono un anti-social, ce li ho ma forse faccio un post ogni tre o quattro anni su Instagram. Non ero abituato a questa “presenza” del social media manager come a Piacenza, così è nato lo scherzo in cui dico: “Te lo spacco quel telefono”…
Il futuro – Primo allenatore? Per il momento mi va bene così e mi sta bene così.
Fabio Dalla Fina (3° allenatore Itas Trentino)
Il tris secco su Milano – Era importante tornare alla vittoria, dopo due partite in cui abbiamo sofferto un po’ in alcuni fondamentali. Sicuramente Milano non è riuscita a schierare la migliore formazione, per cui abbiamo i nostri meriti ma loro non avevano la maggior parte dei giocatori che dovrebbero giocare. Stiamo lavorando giornata per giornata, concentrandoci su cosa non è andato benissimo nelle ultime due partite, ieri era importante tornare alla vittoria casalinga.
Le rilevazioni statistiche – Negli ultimi anni c’è stata sempre più tecnologia a disposizione senza eccessivo impegno economico. Si possono prendere dati con più facilità. Ci stiamo specializzando anche sull’intelligenza artificiale, stiamo facendo studi anche con software di uso pubblico molto semplici. Ricordo che 17-18 anni fa si andava con i vecchi dvd e i “cassettoni” attaccati alla scrivania.
Ritratto di Soli – È attento a tutto, maniacale nello studio, nella preparazione delle partite, gli piace avere tutto sotto controllo e ha una gestione democratica: lascia parlare ed esprimere tutti. Difetti? Ogni allenatore ha pro e contro, che non vuol dire siano difetti, ma lavorare in un certo molto. Ma un allenatore ha talmente tanta responsabilità che non può sempre accontentare tutti.
Le riunioni video – In alcune ci sono tutti, in altre ci si focalizza sui ruoli, perché tante volte non ha senso spendere tempo con giocatori cui un focus interessa poco. Grazie alla tecnologia, c’è del dialogo anche quando non siamo in palestra assieme.
I più “attenti” – Lavia è una persona molto ricettiva, ma ne abbiamo molti che stanno attenti, a partire dal capitano Riccardo Sbertoli.
Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova)
Serata no – Non abbiamo espresso il miglior gioco che Civitanova può esprimere e che solitamente esprime, soprattutto in casa. Abbiamo perso l’imbattibilità, ma prima o poi doveva succedere. Perugia si è espressa come sa, mentre noi non siamo riusciti a metterli in difficoltà.
Aspettative interne – Un po’ sono cambiate anche da parte nostra, ma la squadra è rimasta la stessa. Sicuramente ci possono essere margini di miglioramento, spero che potremo continuare a fare una grande stagione, com’è successo l’anno scorso. Passaggi a vuoto ce ne sono stati e potranno ricapitare, dobbiamo metterli in conto. Noi dovremo essere pronti a raccogliere più punti possibili, per arrivare più in alto possibile e pronti nella fase finale a giocarcela con tutti. Dobbiamo continuare a lavorare giorno dopo giorno in palestra, dare il massimo e cercare di migliorare sempre di più.
Che animale è l’oro dei Mondiali – Come Romanò, dico il leone. Perché siamo stati leoni a raggiungere quell’obiettivo. Il Mondiale è iniziato in maniera travagliata, ma ne siamo usciti da leoni. Abbiamo fatto un percorso per nulla semplice fino alla fine, credo che Yuri abbia fotografato appieno il significato.
La concorrenza dei liberi – I settori giovanili stanno lavorando bene e stanno facendo uscire tantissimi giocatori importanti.
Tenorio e Podrascanin – Podrascanin fisicamente sta bene, è un ragazzo che dà sempre il massimo e quando è chiamato in causa dà sempre un contributo importante. Tenorio è migliorato molto rispetto all’anno scorso, ha tantissime qualità fisiche, deve lavorare ancora tanto ma credo che il tempo sia dalla sua parte. Diventerà un bel centrale, molto forte.
La partenza di Poriya – Era un tassello molto importante per noi. Quando veniva chiamato in causa ci dava una grossissima mano, in battuta ma non solo; è un giocatore molto fisico e un attaccante molto forte. Mi dispiace per com’è andata e per come è uscita la cosa, è stato una pedina fondamentale per noi anche l’anno scorso: non fosse stato per lui, non so se saremmo andati in Finale e se l’avremmo portata a casa. Spero possa continuare al meglio la sua carriera, sono comunque contento di quello che ha fatto qui da noi.
Lorenzo Sala (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)
Il “peggior primo set” della stagione – Concordo con coach Battocchio. Ma bisogna dare tanto merito a Verona, se batte così è difficile fare un cambio palla. O prendevamo ace o giocavamo in situazione estrema.
MVP nel match con Grottazzolina – Una serata bellissima e molto positiva, anche perché il palazzetto di Cuneo è speciale e la pallavolo si sente tantissimo. Aver regalato questa gioia è un plus in più. Ogni partita facciamo 3.000-3.500 tifosi, lo percepisci. Grossolanamente si dice che, quando si ha il pubblico, si ha un giocatore in più e questa sinora è stata la nostra arma. Quando giochiamo in casa, vanno un po’ tutti in difficoltà.
Oltre la salvezza… – Mentirei se dicessi che la parola “salvezza” si sente un po’ meno rispetto all’inizio della stagione. Ma finché non finisce l’ultima partita e non lo conferma la classifica, non si è salvi veramente. Secondo me il trucco è viverla il meno possibile mentalmente, specie negli scontri diretti. Rischi di farti prendere dall’ansia e perdere un po’ la testa e questo si riflette anche durante la settimana. La settimana prima di Grottazzolina l’ansia si tagliava con il coltello, è stata veramente tosta. Quando è finita, la prima cosa che ho pensato è stata: “Ok, finalmente è passata questa settimana”.
L’esperienza a Cannes in Ligue B – Per fortuna ho solo ricordi positivi, è finita con una bella vittoria del campionato. La cosa che mi ha sorpreso di più, malgrado fosse la A2, è il livello tecnico che ho trovato. A volte si pensa al campionato francese come a un campionato di livello minore. Certo, lì non c’è l’obbligo del taraflex e dei videocheck e mi è capitato di giocare in una palestra scolastica, come ai tempi dell’Under 19. Però poi siamo diventati la favorita: i palazzetti si riempivano e il livello è diventato alto. Per chiudere un’azione c’erano prima sei difese, un pallonetto te lo prendevano appena lo pensavi. Giocare all’estero ti apre un altro mondo e vivi quello che fai in Italia in maniera diversa.
Sfida salvezza con Monza – Tensione? Sono abbastanza sicuro che la sentiremo martedì.
Mattia Catone (Abba Pineto)
Da 0-2 a 3-2 con Porto Viro – Non l’abbiamo presa sottogamba, sono quelle partite nelle quali è scontato che tu sia favorito ma loro per due set hanno giocato un pallavolo di altissimo livello, mentre noi eravamo poco sciolti. Però abbiamo la fortuna di avere un palazzetto molto caldo e soprattutto cambi molto validi in panchina, che ci hanno dato una grossa mano per tornare a esprimerci al meglio.
Lotta promozione – Negli ultimi anni la Serie A2 è diventato un campionato molto livellato, ogni giornata più succedere di tutto. Ci sono squadre che magari più in là troveranno la migliore pallavolo, ad esempio Aversa ancora non ha ben trovato una quadra vera; a livello di nomi c’è gente che la categoria la regge da anni e anche molto bene. Ai Play Off i giocatori si trasformano, mi piace guardare giorno per giorno. Per il momento siamo felici di essere lassù in alto e dobbiamo esserne onorati.
Il feeling con Di Tommaso – Cosa lo fa “arrabbiare” particolarmente? Ti direi “io”. Si immedesima molto in me, avendo giocato nello stesso ruolo. Ma no, ci sono tantissime cose che lo fanno “arrabbiare” e tante altre che lo rendono orgoglioso.
Il riferimento tecnico – Io sono “innamorato” da anni di Christenson, lui è la pallavolo.
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