Si aprono le urne: vecchi fantasmi o nouvelle vague?

Il momento è arrivato, domenica 15 marzo allo Rome Sheraton Hotel Parco de’Medici le Società del Lazio sono chiamate ad eleggere Presidente e Consiglio del Comitato Regionale del Lazio ponendo così fine al commissariamento dello stesso. Una situazione strana e che ha costretto la Federazione a prendere decisioni estreme. Proprio nei giorni scorsi è uscita una interessante intervista al Commissario Sità, nonché vice presidente federale, pubblicata su “ll Difforme” in data 10 marzo 2026 a firma Federica Chicchiani.
Secondo Sità la situazione si è deteriorata rapidamente dopo l’insediamento del nuovo presidente. “All’inizio sembrava andare tutto bene, poi sono nate situazioni di conflitto sia all’interno sia all’esterno della struttura federale. Il presidente si è trovato in una condizione difficile e ha ritenuto di non poter più operare. La fiducia che gli era stata accordata inizialmente è venuta meno nel giro di poco tempo.“ (ildifforme.it 10 marzo 2026).
Un’affermazione importante che lascia però interrogativi inquietanti: quali erano le situazioni di conflitto all’interno talmente critiche da spingere un presidente a dimettersi dopo pochissimi mesi? E soprattutto a cosa si riferisce quando parla di conflitti all’esterno della struttura federale? Chi c’era, e sono diversi nella squadra che supporta la candidatura di Massimo Moni, non ne fa alcun riferimento nel manifesto elettorale, promettendo, però, azioni migliorative per le Società (non potevano essere già implementate quando erano in carica?)
Un altro aspetto importante su cui il diretto interessato non ha speso alcuna parola: da “politico di professione” come farà a contemperare gli impegni istituzionale in qualità di consigliere del proprio Comune a 150 kilometri da Roma (Minturno) e l’attività del Comitato Regionale Lazio?
Ad ogni buon conto il commissariamento qualcosa di buono lo lascia, la possibilità di un confronto tra due schieramenti dopo decenni di candidatura unica. E qui entrano in gioco le Società, gli atleti ed i tecnici che possono finalmente incidere fattivamente sulla governance del proprio territorio con il proprio voto. Quindi niente scuse od alibi, domenica occorre andare a votare, senza lasciare che altri decidano per loro.
Delle due squadre in campo la vera novità è quella capeggiata da Vittorio Sacripanti. Dirigente di altissimo profilo che ha speso quasi tutta la sua vita sui campi di gioco, non solo quelli più prestigiosi di livello nazionale ed internazionale. Una squadra coesa e fortemente motivata a mettersi al servizio del territorio a tempo pieno, senza preconcetti e senza paura dei “fantasmi di Viale Flaminia”.
Marco Benedetti