Giovanile> Allianz Milano, una Junior League di crescita e fair play: il racconto di Delmati

È un bilancio che va ben oltre il risultato la storica partecipazione di Allianz Milano alla Final Eight della 33ª edizione della Del Monte® Junior League 2026. Una finale che non era iniziata certo sotto una buona stella, a causa dell’assenza dell’intera diagonale maggiore: da un lato l’infortunio a un piede del palleggiatore Leonardo Barbanti, occorso nel corso dei Campionati Nazionali Universitari, dall’altro il risentimento alla coscia dell’opposto Federico Argano, tenuto ancora a riposo in accordo con lo staff delle nazionali giovanili in vista dei prossimi impegni in azzurro.
Assenze che avrebbero messo in seria difficoltà qualsiasi gruppo, ma non il team Powervolley, che ha affrontato il torneo con grinta e passione fino all’ultimo pallone, con un roster tra i più giovani presenti a Bologna, composto praticamente in toto dalla squadra che ha disputato la Serie C regionale e con atleti che potranno prendere parte alla Junior League (Campionato Under 20 d’élite di Legavolley) anche nelle prossime due stagioni.
Oltre alla medaglia per l’ottava posizione, consegnata al capitano Matteo Lini e a tutta la squadra dal presidente di Lega Massimo Righi e da Marinella Vaccari, tra le più vincenti allenatrici dell’atletica leggera italiana e preparatrice atletica del volley, nonché vedova del grande allenatore Nerio Zanetti, Allianz Milano ha ricevuto il tributo di tutto il mondo della pallavolo per un bel gesto di fair play e l’occasione di rivedere in panchina un grande coach milanese doc, che nella prossima stagione affiancherà Guillermo Falasca sulla panchina di SuperLega.
È proprio il tecnico meneghino Davide Delmati, 52 anni (che saranno 53 il prossimo 24 agosto), a raccontare l’esperienza bolognese. Tecnico con grande esperienza nella massima serie — nel 2012 aveva fatto da secondo a Luca Monti nella Piacenza stellare di Simon, Papi, Fei e Zlatanov, con il preparatore atletico Alessandro Guazzaloca, oggi anch’egli in casa Allianz — Delmati ha maturato numerosi anni come guida tecnica nel femminile tra Monza, Busnago, Mondovì e Marsala, ha diretto la nazionale rumena e ha infine allenato nei Diavoli Rosa in Serie A3, oltre alle esperienze con Concorezzo e Garlasco.
Per chi aveva iniziato più di 25 anni fa sulla panchina delle giovanili dell’allora Asystel Milano, è davvero un bel ritorno a casa? Inizio immediato e per certi versi inaspettato con la Junior League.
«Beh, sono sicuramente contento ed emozionato di affrontare questa nuova sfida nella mia città. Ho allenato per anni vicino a Milano, è vero, ma da milanese, stare sulla panchina di Allianz Powervolley Milano nel campionato più importante del mondo è qualcosa di davvero speciale. Sono grato a Fabio Lini, con cui abbiamo un rapporto di stima e amicizia da tantissimi anni, e al presidente Lucio Fusaro per l’opportunità. Non posso dire di essere nuovo dell’ambiente, avendo allenato i Diavoli Rosa in A3 poche stagioni fa. L’esperienza con la Junior League è arrivata un po’ per caso: sono giorni bellissimi e speciali per Davide Colombelli, che sta per diventare papà, così è rimasto a fianco della moglie e mi è stato chiesto di sostituirlo in panchina a Bologna».
«Credo che i ragazzi abbiano fatto davvero il massimo. Per loro si è trattata di un’esperienza unica, confrontarsi con le altre sette migliori Under 20 d’Italia dopo un percorso di qualificazione molto buono. Abbiamo vissuto momenti di difficoltà nel torneo, ed era inevitabile, sia per le assenze sia per la qualità di squadre molto più rodate e mediamente più grandi. Avevamo due soli giocatori con esperienza in Serie A, Benacchio e Corbetta, mentre negli altri roster ce n’erano molti di più. Io conoscevo poco i ragazzi, ma nei tre gironi abbiamo costruito un feeling molto positivo. È stata un’esperienza che li preparerà tutti quantomeno per il prossimo anno».
A coronare l’esperienza anche un bel gesto di fair play subito ripreso e valorizzato dalla Lega e dai media specializzati.
«Lo sport ha sempre bisogno di storie positive. Nella partita contro Trento c’è stata una toccata a muro del nostro opposto Ryan Zaccone non ravvisata dagli arbitri. A questi livelli non c’è il video check, ma Ryan ha alzato subito la mano e lo stesso abbiamo fatto io e tanti giocatori in campo e in panchina, a partire dal capitano Matteo Lini, che per chi non lo sapesse è figlio d’arte. Un piccolo gesto, naturale, ma un bel momento di fair play che ben rappresenta i valori della società Allianz Powervolley. Quando la cultura sportiva supera anche l’agonismo è sempre un successo, come ha rilevato anche la Lega Pallavolo Serie A».
Torniamo alla tua esperienza da vice di Guillermo Falasca: cosa ti aspetti dalla prossima stagione?
«Con Guillermo, fin dal primo contatto, l’impatto è stato decisamente positivo. È un grande allenatore, non lo scopro certo io, ma per lavorare bene insieme serve anche un altro tipo di feeling e, dal punto di vista umano, Falasca mi ha messo subito a mio agio. Io sono a sua disposizione e della squadra per dare il mio contributo. Abbiamo un importante percorso da affrontare, nel solco di una storia che ha visto Allianz Powervolley Milano, soprattutto con la guida di coach Roberto Piazza, tra le grandi della SuperLega».

Paolo Annoni 347.9744302
Giornalista professionista